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I voti a Meloni

 

Tratto da “Il fatto quotidiano” del 5 aprile 2024

I miei voti a Meloni: cento per furbizia mediatica, sottozero per garbo a Mattarella. Ecco la pagella:


Competenze amministrative

Del partito: 7+; della Nazione:zero (se ne sta interessando Salvini con “Autonomie” e “Tasse”). Lei punta già alla poltrona europea (da conquistare insieme ai suoi amici Nord-Europei).

Pietà per amici e nemici che la ostacolano
Per gli amici (politici) 8+, per i nemici: 
zero (non li affronta, li aggira!).

Sincerità

Sottozero: è un difetto che ha imparato ad evitare (sempre!). In questo campo potrebbe sfidare persino Trump, ma lei detesta le sfide dirette (perché di solito sono chieste da “grulli” che hanno sposato la verità e credono di vincere con quella!).

Capacità politiche

Cento! Praticamente da sola ha sconfitto nientemeno che Draghi (facendosi pure aiutare da lui a prendere il suo posto e conservandolo poi come “collega” amico!).

Capacità mediatiche
Mille! E’ la sua massima specializzazione. Non fa nulla, non parte nemmeno, se prima non ha predisposto accuratamente tutto per il suo passaggio! Non avendo di suo nessuna tv e nessun giornale importante, appena lei è arrivata a Palazzo Chigi 
ha manovrato subito per assicurarsi tutte le poltrone più importanti in Rai (oltre ad una maggioranza da schiacciasassi in Parlamento. Tajani può sempre contare in qualche misura sul lascito di Berlusconi ai figli, che anche se non si interessano direttamente della politica c’è ancora, in Mediaset, una “cultura liberal-padronale” molto importante (e utile alla squadra). Che tuttavia opera tutt’altro che come normalmente operano le squadre dei campi sportivi. In campo politico (di destra!) la “squadra” è composta dal “Principe” e dai suoi Vassalli. Insieme svolgono il compito di governare la plebe.

E’ così da sempre. Occhio alla penna, dunque, i politici di questo tipo sono specialisti nel non dire mai quello che veramente pensano. Meloni poi è allenatissima a dire ciò che farà solo dopo che ha già predisposto tutto per farlo sapere dopo, mai prima (mi riferisco ovviamente a ciò che fa davvero, non quello che dice di fare). Non dimentichiamoci però che, a parte il suo talento naturale, lei ha avuto in questo campo un maestro (Berlusconi) che è stato campione mondiale in questa arte per molti anni (fino all’avvento di Trump!).

Detesto comunque, di Meloni, soprattutto la mancanza di “tatto” (leggasi: villaneria!) con la quale ha annunciato pubblicamente la sua schiforma del “Premierato Forte” che lei già sogna di ricoprire personalmente tra qualche anno. Ovvio che il presidente Mattarella era già al corrente di questo suo desiderio di fare una riforma costituzionale molto importante. Possibile che non si renda conto, Meloni, che annunciando quella roba lì, in quel modo, è come se avesse detto in chiaro a Mattarella: tu sei vuoi potrai restare (forse!) ad abitare al Quirinale ancora un po’, ma senza i più importanti poteri che hai adesso? Quelli passeranno a me (che certamente li saprò usare in modo molto più proficuo).



La semi dittatura

Questa sarebbe la fine che Meloni prepara al Politico-Istituzione ancora oggi più amato dagli italiani: la posta da firmare sulle cose decise da lei! (Come un burocrate qualunque!). Ma lei lo fa solo per rispetto, per fargli un piacere. È anche un riconoscimento (che vuole di più?). Mica ha bisogno veramente di lui per governare l’Italia, cosa ci vuole a capirlo?


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