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Visualizzazione dei post da luglio, 2024

Libertà, o destino?

  Libertà, o destino? I due termini sono decisamente in contrasto. Ciò significa che dov'è la libertà non vi può essere il destino e, viceversa, dov'è il destino non vi può essere libertà! Anzi il destino non esiste: è una menzogna popolare. Di più: nemmeno la libertà esiste perché è una favola ad uso di chi ha poca voglia di ragionare. °°° Che cos'è la libertà? Tutti ne parlano con grande cognizione di causa, ma quanti la possono definire con precisione? Molti si appropriano del suo nome e la collocano bene in vista sulle loro bandiere: La Casa delle Libertà (quella dell'ex cavaliere); Libertà e Democrazia; Libertà di parola; Libertà di pensiero e centinaia di altre libertà. E' una delle parole che ha subito una gigantesca inflazione perché viene collocata dappertutto, anche laddove, forse, non sarebbe opportuno. Quasi sempre viene associata ad un'altra: democrazia! Si vive da qualche tempo in una specie di mondo rovesciato (non quello del generale Iannacci), d...

Banlieu parigine e borgate romane

Banlieu parigine e borgate romane Oltre alle banlieu parigine ed alle borgate romane bisogna anche aggiungere una frazione del comune dei Predappio (Forli). Da queste squallide zone di periferia la storia moderna non ha ancora prodotto nulla di buono. Predappio ha visto i  natali del duce (il tragico campione del finto guerriero in fuga con le armate tedesche per sottrarsi, inutilmente, alla giusta punizione del popolo italiano). Una borgata romana ha visto l'ascesa al potere di una arrogante ducetta che sta riportando il nostro Stivale alle condizioni della Repubblica Sociale Italiana. Dalla banleu di Parigi un ragazzotto italo francese sta tentando di riportare la Francia alle condizioni della repubblica di Vichy. Tutti questi sottoprodotti della cultura di destra vanno fieri della loro origine sottoproletaia. Il ragazzottoitalo francese, in occasione dei primi risultati delle elezioni del 30 giugno, si è esibito davanti alle telecamere, per commentare il grande risultato della d...

Business

Business Cosi si chiamano, nella miagolante lingua degli americani, gli affari, anche quegli sporchi. Uno di questi è l'inarrestabile corsa agli armamenti che invece di finanziare il disastrato sistema della sanità la lotta alla fame e della tutela dell’ambiente alimentano i conflitti in Ucraina e del Medio oriente, e l’Italia fa la sua spregevole parte. L’industria degli armamenti è l’unico settore a non essere in crisi. Con i conflitti in corso si sono svuotati gli arsenali cosi da continuare a produrre nuovi armi a ritmi forsennati. Dalla caduta del Muro ad oggi almeno 49 conflitti mondiali hanno alimentato l’economia bellica.La guerra è sempre una buona scusa per nuove commesse militari, Le spese per gli armamenti sono molto superiori a quelle per l’istruzione, l’ambiente e la salute. E, per essere da meno, anche le banche fanno la loro parte, garantendo e alimentando la crescita dei titoli azionari. Nel 2023, ci informa un prestigioso Istituto svedese di ricerche sulla pace, l...